‘Un libro sincero, che rispecchiasse quello che sono io, il mio modo di essere e fantasticare”. Il primo romanzo di Giorgio Pasotti, ‘Dentro un mondo nuovo’ (Mondadori, pp 132, euro 16) e’ stato scritto con questo intento e adesso mentre arriva in libreria, il 26 gennaio, l’attore che vedremo in ‘Baciami ancora’, il sequel dell”Ultimo bacio’ di Gabriele Muccino, ”spera che si apprezzi soprattutto la sincerita”’.

Dentro un mondo nuovo

E’ un romanzo di formazione, ”un’avventura alla ‘Into the wild’ in forma ironica” che parte da uno spunto autobiografico: la decisione di Pasotti, a 19 anni, di lasciare Bergamo, la citta’ dove e’ nato nel 1966, per inseguire la passione delle arti marziali iscrivendosi all’Universita’ di Educazione fisica di Pechino. Un viaggio nella Cina del ’92, tre anni dopo la protesta di Tien An Men, che ha cambiato la sua vita, facendogli scoprire la strada di attore. ”La disciplina che io facevo, il wushu, e’ una danza marziale che in fondo e’ un tipo di recitazione. Diventare attore e’ stato come dar voce a dei movimenti ma era lungi da me l’idea di fare questo mestiere. Poi ho maturato la consapevolezza di volerlo” dice Pasotti.

Quello che e’ reale, ”perche’ lo ho visto e conosciuto – racconta l’attore – e’ la Cina del ’92, che esce dal comunismo per mostrare i primi sviluppi di quello che e’ diventata oggi. I personaggi sono invece di invenzione. Mi sono divertito a fare un andirivieni tra realta’ e fantasia. L’inizio e la fine del libro sono realistici”. In questo viaggio di un ragazzo verso la maturita’ a emergere e’ soprattutto la voglia di prendere in mano la propria vita svincolandosi dal mondo familiare. Anche i genitori di Pasotti, a cui e’ dedicato il libro, ”sono piu’ o meno reali” dice e spiega: ”Sono stati loro i veri fautori di quello che e’ capitato se non altro per avermi lasciato andare da solo in Cina a 19 anni”.

Insomma, partito per caso, Pasotti si e’ trovato a fare cinema per caso e nel suo modo di guardare alle cose si sente l’influenza della filosofia orientale. ”La bravura o capacita’ di ognuno di noi credo – spiega l’attore – seguire il piu’ possibile i binari gia’ costruiti nella nostra vita. E se la vita ti spinge in una direzione e’ sempre bene seguirla, non forzare mai”. Divertente l’episodio in cui racconta come e’ diventato attore: durante un allenamento molto duro un gruppo di cinque produttori cinesi era entrato nel palazzetto e aveva spiegato al suo maestro di essere alla ricerca di un ragazzo occidentale, abile nelle arti marziali, per un ruolo in un film.

E cosi’ Pasotti prese parte al cast di Treasure Hunt. ”La cosa che mi piace di piu’ delle arti marziali (che ora non pratica piu’ ndr) e’ che sono una disciplina e anche il lavoro di attore e’ una disciplina. Prepararsi a un personaggio e’ come prepararsi a una gara, richiede tempo e nuovi movimenti”.

Per Pasotti non ”c’e’ esperienza piu’ intima che un libro” e gli piace sempre reinventarsi. ‘Dentro un mondo nuovo’ potrebbe essere anche una bella commedia ma ”non di quelle che hanno la muffa addosso ma che racconta un mondo nuovo in un film divertente”. E prima di pensare a un nuovo libro, ”vediamo come va questo” conclude. (ANSA)